Visita studio presso il centro per l’autismo “Innovations in Learning”, Merrillville, Indiana, USA

Visita studio presso il centro per l’autismo “Innovations in Learning”, Merrillville, Indiana, USA

Visita presso Innovation in learning – Merrillville, Indiana

 

Grazie al contatto gentilmente offerto dalla prof.ssa Traci Cihon, il giorno 2 giugno ho potuto visitare uno dei centri di Innovations in learning, nello stato dell’Indiana.

La company offre supporto a 600 utenti con difficoltà di apprendimento e disabilità (autismo), di cui circa 30 bambini dai 4 agli 11 anni trattati con ABA intensivamente presso il centro di Merrillville e la parte rimanente trattata in programmi di case management e consulenza comportamentali. Per i 30 bambini nella clinica, l’obiettivo principale è la transizione alla scuola tipica nel più breve tempo possibile.

Ogni bambino trascorre al centro 6 ore al giorno, dalle 9.00 alle 15.00. L’agenda giornaliera è chiaramente definita per il terapista ed il suo bambino: 9.00 – 9.10: arrivo e sistemazione delle proprie cose (mettere lo zaino al suo posto, appendere la giacca, etc); 9:10-9:20: area di gioco con altri bambini; 9:20-9:30: routine del bagno; 9:25: lavoro DTT a tavolino; e così via. Le attività comprendono sessioni di mand training al parco giochi in giardino e momenti di “circle time”.

La prima ora di osservazione viene condotta in una grande sala con il pavimento rivestito di moquette e librerie a ridosso delle pareti per organizzare giocattoli e materiali di lavoro. Due pareti mobili separano un’area con due sedie e tavolino. Nella sala lavorano contemporaneamente 5 diadi bambino-tutor ABA, in rapporto rigorosamente 1:1. Ogni tutor ABA è dotato di 2 tally counters appesi ai fianchi, cronometro con timer elettronico e plico di schede per la raccolta dei dati. Sono presenti nella stanza tappetino elastico per saltare, tappeti in gomma piuma per sdraiarsi e trascinare i bambini durante il gioco, tappeto puzzle in materiale plastico con lettere staccabili.

Le stanze limitrofe, più piccole, sono adibite a

  1. lavoro DTT intensivo
  2. training per selettività alimentare (la stanza è dotata di cucina)

In totale 7 utenti pre-scolari vengono trattati contemporaneamente nell’ala visitata.

Le terapiste raccolgono dati sulla transizione di ogni bambino da un’attività alla successiva. Di tutti i dati raccolti viene calcolata percentuale di correttezza e frequenza.

Malgrado la grande strutturazione delle attività, le terapiste e i bambini appaiono molto rilassati: non osservo ritmi frenetici né richieste senza sosta. Al contrario le attività procedono in maniera fluida, senza strappi, sulla base unicamente del controllo ambientale da parte delle terapiste. Le sessioni DTT si alternano all’Incidental Teaching: i bambini possono spostarsi liberamente da un parte all’altra della sala e scegliere i propri giocattoli; le terapiste colgono ogni occasione per effettuare training mand e altri trattamenti, con relativa raccolta dati.

Alle 11:30 è il momento del pranzo. Tutti i bambini vengono riuniti in cucina, dove prendono posto su sedie attorno a un tavolo a U. Ogni bambino ha il suo zainetto con contenitori per il cibo, acqua, snacks, frutta: è l’occasione per lavorare sulle autonomie di organizzazione e conduzione del pasto.

Dopo alcune ore, l’osservazione si sposta in un’altra ala del centro, dove vengono trattati bambini scolari dai 6 agli 11 anni circa e adolescenti. Qui, le stanze più grandi hanno pareti mobili che creano dalle 4 alle 6 nicchie di lavoro, ognuna con tavolino, cassettiere e relativo materiale di lavoro.

Concentro la mia osservazione su 2 utenti con autismo.

Il primo, di 11 anni circa, mostra comportamenti di fuga dal compito che vengono trattati con permanenza dell’istruzione: il bambino può usufruire di una piccola stanza per calmarsi dove può gridare, battere i piedi, buttarsi a terra, fino a quando non è pronto ad affrontare nuovamente le istruzioni. La procedura ha eliminato le aggressioni eterodirette.

Finita una sessione di esercizi, la terapista porta il bambino fuori, al parco giochi del centro. L’attività svolta con la sabbia e il gioco sull’altalena offrono ulteriori occasioni per il mand training.

Il secondo utente osservato ha anch’egli autismo, ma in grado molto più invalidante. Il trattamento dei comportamenti problema retti da rinforzo automatico (autostimolazioni) ha implicato una procedura di stimulus control: portare un braccialetto colorato segnalava quando le autostimolazioni erano disponibili e quando l’accesso ad esse sarebbe stato interrotto.

Ringrazio la dott.ssa Bridget Harrison, BCBA-D, che mi ha regalato un ora del suo tempo per discutere insieme quanto avevo osservato!

Per ulteriori informazioni sul centro per l’autismo Innovations in Learning  di Merrillville, potete visitare http://innovationsinlearning.net/

 

Michael Nicolosi, psicologo, BCBA, RIAC