Cos’è l’ABA

ABA - Applied Behavior Analysis

Analisi comportamentale applicata

L’ABA è famosa in Italia per essere un intervento efficace per le persone con disturbo di spettro autistico. Essa tuttavia non è solo un “metodo per l’autismo”.

Una definizione di Analisi Comportamentale Applicata

L’ABA è la scienza del comportamento: è l’unica disciplina scientifica che applica il metodo scientifico al comportamento umano. Con l’ABA è possibile modificare i comportamenti socialmente rilevanti o problematici attraverso l’identificazione delle variabili ambientali responsabili del comportamento stesso perchè…

Ebbene si, potrà essere strano, controintuitivo, inusuale, ma
LE PROVE SCIENTIFICHE ACCUMULATE IN OLTRE 100 ANNI DI RICERCA INDICANO CHE IL COMPORTAMENTO UMANO E’ IL PRODOTTO DI CIO’ CHE AVVIENE NELL’AMBIENTE.

Questo significa che modificando l’ambiente è possibile modificare il comportamento delle persone.

Ma cosa si intende per “ambiente”? L’ambiente è l’insieme degli stimoli fisici che arrivano a una persona: stimoli visivi, uditivi, tattili, gustativi, propriocettivi, etc. Fra questi stimoli compaiono luoghi e oggetti, ma anche parole, gesti e sguardi delle altre persone. Modificando questi stimoli in modo sistematico, controllato, scientifico, l’analista del comportamento (il professionista dell’ABA) può modificare efficacemente il comportamento della persona oggetto dell’intervento, portandola ad imparare nuovi comportamenti e a ridurre o eliminare comportamenti considerati inadeguati.

L’obiettivo di un intervento ABA è infatti risolvere i deficit e gli eccessi del comportamento, favorendo l’adattamento della persona all’ambiente.

La scoperta del condizionamento rispondente.

L’analisi del comportamento nasce ai primi del novecento negli Stati Uniti (Watson, 1913). L’allora neonata scienza del comportamento si fondava sugli studi del fisiologo russo Ivan Pavlov il quale, grazie ai suoi esperimenti sui riflessi con i cani, ha gettato le basi di quello che sarebbe poi stato dichiarato come il paradigma del “condizionamento rispondente”.

Grazie alle leggi scoperte da Pavlov e poi approfondite dai primi pionieri dell’analisi del comportamento, è stato possibile dimostrare che la funzione di uno stimolo nell’elicitare un comportamento (es: rumore forte che elicita battito cardiaco accelerato) può essere trasferita ad altri stimoli, prima neutri (Es: un pupazzo bianco). Questa scoperta rivoluzionaria ha avuto implicazioni straordinarie. Grazie alle leggi del condizionamento rispondente infatti, gli odierni analisti del comportamento possono cambiare le preferenze di una persona (i suoi “gusti”) in modo scientifico.

La scoperta del condizionamento operante.

Più tardi, negli anni ’30, ’40 e ’50, gli studi di Burrhus Skinner, professore all’università di Harvard, hanno portato alla luce un nuovo paradigma che permette di spiegare e modificare il comportamento umano: il paradigma del “Condizionamento Operante”.

Secondo le nuove scoperte, la maggior parte dei comportamenti umani funziona in modo diverso da quelli rispondenti. Comportamenti quali camminare, parlare, cucinare, studiare, etc. (ovvero tutte le attività che ognuno di noi svolge quotidianamente) sono comportamenti operanti: questi comportamenti “operano” sull’ambiente, modificandolo (es: ruoto la manopola del rubinetto e vedo l’acqua che scorre). La modifica ambientale che arriva alla persona dopo che il comportamento è stato emesso (es: vedere l’acqua che scorre) è a tutti gli effetti la causa del comportamento, ovvero la ragione per cui il comportamento viene emesso.

Grazie alle scoperte sul condizionamento operante, è possibile agli analisti del comportamento insegnare nuovi comportamenti alle persone e modificare quelli esistenti, in caso siano problematici. E’ grazie a tali leggi che, per esempio, un bambino con autismo può imparare che piangere, gridare e lanciare oggetti sono comportamenti non adeguati, mentre chiedere con la parola adeguata è un comportamento adeguato e utile.

Non finisce qui: in molti corsi di studi, anche universitari, nel nostro Paese, l’analisi comportamentale non viene insegnata o viene data per morta, come una vecchia disciplina del passato che ha solo valore a livello storico. Spesso tale disciplina viene chiamata semplicemente “comportamentismo”. Ma non è così…

L’ABA SI è SVILUPPATA DURANTE TUTTO IL XX SECOLO E PROSEGUE TUTT’ORA, PIU’ FORTE E INNOVATIVA CHE MAI!

Ogni anno avvengono migliaia di pubblicazioni scientifiche riguardanti l’ABA in tutto il mondo, decine e decine sono i congressi organizzati in tutti i continenti e migliaia di professionisti si certificano come analisti del comportamento!

Per maggiori informazioni sull’ABA, sui congressi e sullo sviluppo di questa affascinante disciplina, visita www.abainternational.org

Come detto sopra, l’ABA è famosa come intervento efficace a favore delle persone con autismo, ma l’autismo non è l’unica area in cui la scienza del comportamento si è dimostrata utile.

Di seguito un elenco dei problemi di comportamento che è possibile migliorare o risolvere con l’ABA:

  1. Difficoltà di apprendimento, autonomia e socialità in persone con disabilità intellettiva
  2. Iperattività e deficit di attenzione
  3. Problemi legati al sonno
  4. Problemi legati all’alimentazione quali selettività alimentare e rifiuto del cibo
  5. Comportamenti provocatori, aggressivi e di mancata ubbidienza agli adulti
  6. Difficoltà di apprendimento e motivazione dell’alunno (dalla scuola materna all’università), quali difficoltà di lettura, di scrittura, di calcolo e di studio autonomo
  7. Gestione della classe “difficile” per un insegnante scolastico
  8. Difficoltà dei genitori nell’educazione e nella crescita dei figli
  9. Difficoltà di autonoma a seguito di danno cerebrale dovuto a trauma o ad altre cause
  10. Deficit nella crescita della performance sportiva
  11. Incremento della performance sul lavoro
  12. Incremento della sicurezza sul lavoro
  13. Pensieri ricorrenti non giustificati che causano quelle che comunemente chiamiamo “paura”, “tristezza” o “rabbia”
  14. Problemi coniugali
  15. Autonomia e collaborazione da parte dell’utente di terza e quarta età

Ma questo è solo un breve elenco: l’analisi del comportamento investe e permette di modificare ogni comportamento umano e… Pensaci: tutto quello che facciamo e diciamo è comportamento!

La letteratura scientifica ABA che descrive gli intervento per le persone con autismo riporta la presenza di modelli di trattamento intensivi e precoci (EIBI) che sono in grado di trattare con successo i deficit nucleari tipicamente mostrati dalle persone con autismo.

Un crescente numero di ricerche mostra che i bambini trattatati con EIBI raggiungono sostanziali miglioramenti nei domini della comunicazione, delle capacità relazionali e sociali e delle capacità cognitive e di adattamento.

Il raggiungimento di elevati risultati a favore della persona con autismo dipende dal fatto che il trattamento sia realmente intensivo, quanto più precoce possibile e basato sull’ABA. Le principali caratteristiche di un programma di intervento ABA intensivo sono infatti:

  1. da 15 a 40 ore di trattamento settimanali
  2. inizio del trattamento prima dei 5 anni
  3. presenza di personale adeguatamente formato per potere erogare un intervento basato sull’ABA
  4. durata del trattamento da 1 a 4 anni.

Alcuni studi studi svolti sull’efficacia degli EIBI indicano che fino al 47% dei bambini con autismo trattati raggiunge funzionamento intellettivo e capacità di adattamento nella norma.

In particolare Sallow e Graupner (2005) in un potente studio a lungo termine con assegnamento casuale a gruppo sperimentale e gruppo di controllo, indicano che con una media di 38 ore di intervento ABA a settimana per 4 anni è possibile che il 48% dei bambini trattati mostri importante incremento delle capacità cognitive e sociali.

L’articolo riporta un incremento medio del quoziente intellettivo dei soggetti di 50 punti e punteggi delle capacità sociali e di comunicazione migliorati per 11 bambini su 23. Tali 11 bambini sono stati in grado in seguito di frequentare la scuola tipica con sostegno minimo e a volte senza alcun sostegno.

Gli studi sull’efficacia dell’ABA con intervento EIBI sono oramai moltissimi e il campo di ricerca vanta una storia di oltre 30 anni.

Al contrario, la letteratura scientifica indica come i risultati riabilitativi sopra citati non vengono raggiunti con interventi riabilitativi definiti “eclettici” ed interventi educativi generici. Per interventi “eclettici” si intendono qui interventi intensivi (25-30 ore a settimana) ma che non consistono in pura analisi comportamentale.

Per riassumere, la letteratura scientifica nel campo dell’autismo appare concorde: la forma di intervento a favore delle persone con autismo più supportata dalla ricerca scientifica è l’Analisi Comportamentale Applicata (ABA).

Ma attenzione! L’ABA non è efficace solo per i bambini sotto i 5 anni. Molte ricerche indicano efficacia nel modificare il comportamento con bambini più grandi, adolescenti e anche adulti, anche se gli studi a favore dell’intervento con adolescenti e adulti sono in numero minore rispetto a quelli rivolti ai bambini.