Atelier psicologico per genitori – Uno spazio individuale o di coppia dove trovare ascolto e sostegno

Atelier psicologico per genitori – Uno spazio individuale o di coppia dove trovare ascolto e sostegno

L’Atelier psicologico per genitori è uno spazio di ascolto e sostegno psicologico in merito alle difficoltà emotive derivanti dalla crescita dei propri figli, con particolare attenzione alle famiglie all’interno delle quali è stata ricevuta una diagnosi di disturbo pervasivo dello sviluppo o altra patologia invalidante.

Introduzione
Crescere un figlio con un disturbo dello spettro autistico può essere un’esperienza che lascia i genitori sopraffatti. I deficit gravi e pervasivi spesso presenti in questi bambini sono associati ad una costellazione di difficoltà varie per i care-givers (genitori o altri adulti accudenti), tra cui diminuzione dell’efficacia nel ricoprire il ruolo genitoriale, aumento dello stress, e una più alta percentuale di problemi emotivi e fisici.

L’atelier psicologico per genitori vuole offrire uno strumento concreto, inserito in un’offerta clinica dedicata al bambino e all’intero nucleo familiare, per superare le difficoltà emotive, spesso poste in secondo, se non ultimo piano, in un intervento complesso e life-changing, come quello analitico comportamentale per l’autismo e altre disabilità.

I genitori di bambini con disturbo dello sviluppo esperiscono infatti elevati livelli di stress cronico (DeMyer, 1979; Holroyd, Brown, Winkler, & Simmon, 1975) e mostrano alti livelli di depressione e disturbi d’ansia (Breslau & Davis, 1986). In aggiunta, difficoltà economiche, la pressione del tempo che trascorrendo rende più esigue le possibilità di miglioramento delle abilità cognitive, i conflitti coniugali e un generale abbassamento del livello di benessere, aggravano il peso di avere un figlio con un disturbo dello spettro autistico.

Lo stato delle terapie per i bambini con diagnosi di autismo si trova in netto contrasto con i trattamenti disponibili per i genitori colpiti dalle conseguenze del disturbo. Negli ultimi anni, l’autismo ha ricevuto più attenzione che mai all’interno della letteratura, nella ricerca, in occasione di conferenze professionali, e nei media. Nel contesto di questa crescente attenzione per i bambini autistici e per i loro problemi, è sorprendente come all’interno della letteratura, sia dedicata scarsa importanza alle difficoltà incontrate dalla miriade di genitori di bambini con diagnosi di autismo. Ancor meno attenzione è stata data allo sviluppo e l’attuazione di trattamenti per aiutare questi genitori ad affrontare i loro problemi (Blackledge, 2004). Per questa ragione appare importante che gli operatori e i consulenti siano preparati ad aiutare i genitori dei bambini che hanno in supervisione (Blackledge, Moran, & Bach, 2006).

I trattamenti ABA implicano grande dispendio di tempo ed energie da parte dei genitori, richiedono la capacità di tollerare spiacevoli interazioni con il bambino e di rispondere al comportamento del proprio figlio in modi che possono essere diversi da quelli che ci si “sente” di attuare. Inoltre non va dimenticato lo stress relativo ai costi onerosi della terapia.

Molti genitori dichiarano che le questioni che riguardano la cura del bambino mettono a dura prova i rapporti interpersonali, in modo particolare quello con il coniuge.

Tali esigenze emotive, fisiche e finanziarie posso essere fonte di notevole stress da parte dei genitori di bambini con diagnosi di autismo (Blackledge, 2014).

Obbiettivi primari del progetto sono:

  • Fornire ai genitori uno spazio di ascolto e supporto individuale
  • Sostenere i genitori nell’agire in modo efficace in presenza di eventi privati difficoltosi

Endpoint secondari sono:

  • Migliorare l’abilità di relazionarsi con i propri pensieri ed emozioni
  • Diminuire il livello di stress percepito e aumentare conseguentemente il benessere del sistema
  • Sensibilizzare i genitori che vivono situazioni altamente traumatiche nei confronti della necessità di agire sul proprio sistema cognitivo, per trarne un significativo beneficio

Genitori, che si presentino individualmente o in coppia, che sperimentino difficoltà emotive derivanti dalla crescita dei propri figli, con particolare attenzione alle famiglie all’interno delle quali è stata ricevuta una diagnosi di disturbo pervasivo dello sviluppo o altra patologia invalidante. La precedenza per l’accesso al servizio è riservata alle famiglie prese in carico dalla cooperativa Voce nel Silenzio, tuttavia l’accesso al servizio non è precluso ad esterni.

Il progetto prevede incontri con uno psicologo con formazione specialistica in analisi del comportamento e conoscenza dei principi di base delle strategie e tecniche per il cambiamento, basate sulla psicologia cognitivo-comportamentale.

Gli incontri sono privati e da concordarsi con il professionista. Possono essere fruibili una tantum od organizzati in cicli. In questa seconda opzione è proposta una cadenza almeno bimensile, suscettibile di modifiche.

Gli incontri individuali hanno la durata di 50 minuti, quelli di coppia di 90 minuti.

Sede esecutiva: selezionata in base alle esigenze

La metodologia utilizzata è quella derivante dall’Acceptance and Commitment Therapy (ACT, Hayes, Stroshal & Wilson, 1999), ovvero un intervento psicologico basato sull’evidenza sperimentale derivante da oltre 20 anni di ricerca scientifica, che usa strategie di accettazione e mindfulness unite a strategie di impegno nell’azione e nella modificazione del comportamento, al fine di incrementare la flessibilità psicologica.

Il focus della terapia è quello di insegnare ad accettare i propri pensieri e le proprie emozioni negative al posto di evitarli.

Lo strumento principalmente utilizzato è quello del colloquio psicologico.

Tuttavia si prevede di utilizzare anche esercizi esperenziali, di mindfulness, role playing, diario delle emozioni, esercizi sugli ABC comportamentali altri strumenti da valutare in base al contesto.

Il costo della seduta individuale da 50 minuti è fissato in € 56
Il costo per la seduta di coppia da 90 minuti è fissato in € 87.

Nonostante molti ricercatori ritengano che le preoccupazioni relative al benessere del nucleo familiare siano “perfettamente secondarie o reattive allo stress e all’adattamento ad una condizione speciale e non- normativa” che questi bambini richiedono, resta il fatto che alti livelli di stress in questi contesti, sia diminuiscano la qualità della vita, sia impongano significative barriere all’efficace e coerente implementazione dei programmi di intervento da parte dei genitori. Tuttavia, molti interventi sono valutati esclusivamente sulla performance individuale del bambino e non tengono sufficientemente in considerazione i fattori familiari che potrebbero influenzare sia gli effetti immediati che quelli a lungo termine. Non si può certo dare per scontato che perfino significativi miglioramenti del bambino possano alleviare sensibilmente il livello di stress già radicato nel nucleo famigliare, soprattutto se il tempo e il dispendio necessari per lo svolgimento dell’intervento aggiungono ulteriore peso alla situazione di partenza (Karst e van Hecke, 2012).

Per questa ragione i vantaggi del presente progetto vertono su tre aspetti separati ma interconnessi:

sfera individuale: benessere del singolo (nella possibilità concreta di alleviare sintomi di ansia e depressione) e miglioramento della qualità di vita individuale (aumento dell’autostima e delle risorse interiori)

sfera relazionale (nel miglioramento della comunicazione interpersonale e della relazione con i cari significativi) e del benessere del sistema familiare (nell’individuazione delle esigenze degli altri e del modo per rispettarle e accoglierle)

aumento dell’efficacia dell’intervento sul minore preso in carico (sia per una maggiore disponibilità di risorse emotive e un minore carico d’ansia, sia per un maggior coinvolgimento del genitore nel percorso terapeutico del figlio) (Allen e Warzak, 2000)

Il costo della seduta individuale da 50 minuti è fissato in € 56
Il costo per la seduta di coppia da 90 minuti è fissato in € 87.

Allen, K. D., & Warzak, W. J. (2000). The Problem of Parental Nonadherence In Clinical Behavior Analysis: Effective Treatment is Not Enough. Journal of Applied Behavior Analysis, 33, 373–391.

Blackledge, J. T. (2005). Using Acceptance and Commitment Therapy in the support of parents of children diagnosed with autism. Dissertation Abstracts International: Section B: The Sciences and Engineering, 66(2-B), 1161.

Blackledge, J. T., & Hayes, S. C. (2006). Using Acceptance and Commitment Training in the Support of Parents of Children Diagnosed with Autism. Child & Family Behavior Therapy, 28(1), 1-18.

Blackledge, J. T., Moran, D. J. & Bach, P. (2006). Blackledge Helping Parents of Children with Autism or Developmental Delays: An Acceptance and Commitment Training Approach.

Breslau, N., & Davis, G. C. (1986). Chronic stress and major depression. Archives of General Psychiatry, 43, 309-314.

De Myer, M. K. (1979). Parents and Children in Autism. Wiley, Toronto.

Hayes, S. C., Barnes-Holmes, D. & Roche, B. (2001) Relational frame theory: a post-
Skinnerian account of human language and cognition. Kluwer Academic/Plenum Publishers,
New York.

Hayes S. C. (2004) Acceptance and commitment therapy, Relational frame therapy, and the
third wave of behavioural and cognitive therapies. Behavior Therapy, 35, 639–665.

Hayes, S. C., Luoma, J. B., Bond, F. W., et al (2006). Acceptance and commitment therapy:
model, processes, and outcomes. Behaviour Research and Therapy. 44, 1–26.

Holroyd, J., Brown, N., Winkler, L., & Simmon J. Q. (1975). Stress in families of institutionalized and noninstitutionalized autistic children. Journal of Community Psychology, 3, 26-31.

Juneja, M. et. al (2012) Evaluation of a parent-based behavioral intervention program for children with autism in a low-resource setting. Journal of Paediatric Neuroscience. 7(1), 16–18.

Karst, J. S. & Van Hecke, A. V. (2012). Parent and Family Impact of Autism Spectrum Disorders: A Review and Proposed Model for Intervention Evaluation. Clinical Child and Family Psychology Review. 15(3), 247-77.

Singer, G.H.S., & Irvin, L. K. (1989) “Support for caregiving families: Enabling positive adaptation to disability”. Paul H Brookes Pub & Co, Baltimore.

Tomanik, S., Harris, G. E., Hawkins, J. (2004). The relationship between behaviours exhibited by children with autism and maternal stress. Journal of Intellectual & Developmental Disability, 29(1), 16-26.

Bibliografia consigliata per l’intervento:

Greenberger, D., Padesky, C. A., (2007). Penso, dunque mi sento meglio. Esercizi cognitivi per problemi di ansia, depressione, colpa, vergogna e rabbia. Erickson, Trento.

Harris, R. (2012). Se il mondo ti crolla addosso. Imparare a veleggiare tra le ondate della vita. Erickson, Trento.

Harris, R. (2010). La Trappola della Felicità. Come smettere di tormentarsi e iniziare a
vivere. Erickson, Trento.

Murrell, A. R., & Scherbath, A. J., (2006) State of the research and literature address: ACT with children, adolescents and parents. The International Journal of Behavioral Consultation and Therapy. 

Yoshimasu et. al, (2012) Parent-Child Relationships and Mindfulness. Japanese Journal of hygiene, 67(1), 27-36.

A cura di
Martina Rota – Psicologa, Analista del Comportamento, Specializzanda in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale
Maria Rita Fodero – Psicologa, Analista del comportamento in attesa di certificazione

 

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