ABAI Convention in Chicago – Giorno 5

ABAI Convention in Chicago – Giorno 5

ABAI 2016 Convention in Chicago – Giorno 5, 31-5-2016

Ed eccoci all’ultimo giorno di congresso: una densa giornata di studio e scoperte che meritano un’infinità di approfondimenti. A fine serata, mentre con gli occhi che brillano mi accingo ad acquistare oltre 10 volumi fra testi comprati sul luogo e ordini via internet, anche questo ABAI è terminato… Con un po’ di nostalgia saluto i tanti volti noti di ricercatori, colleghi e professori, rinnovando l’appunto per l’ABAI annuale di Denver, Colorado, maggio 2017 e l’ABAI International di Parigi, novembre 2017. A settembre 2016, presso l’EABA di Enna, Sicilia, non vedo l’ora di incontrare di nuovo Traci Cihon, cara amica e docente della University of North Texas.

Buona lettura!

Michael Nicolosi, psicologo, BCBA, RIAC

Applicazioni delle procedure di riduzione del comportamento per decrementare i comportamenti problema in bambini con autismo

Effetto del costo della risposta nella riduzione del comportamento di sputare in un giovane adulto con disturbo di spettro autistico – Kataryza Dedryna (KGH Consultation and Treatment) et al.
Al test dell’analisi funzionale il comportamento di sputare del paziente in oggetto è stato valutato avere funzione di rinforzo automatico (vedere lo sputo, giocarci spalmandolo su superfici o sul corpo). E’ stato tentato il DRA, basato sul rinforzo positivo, senza successo. La procedura di costo della risposta applicata implicava inizialmente accesso libero a frullati graditi dal paziente. L’accesso veniva rimosso dopo ogni sputo. In caso di sputi durante la rimozione del Sr+, la rimozione proseguiva. Il comportamento è decrementato.

L’effetto del video Modeling e del self-monitoring nel decrementare una stereotipia – Marissa Faye Bennet (KGH Consultation and Treatment)
Lo studio ha riguardato un bambino con autismo con hand flapping (sfarfallare con le mani). Il personale clinico ha filmato brevi sessioni con e senza hand flapping. Ha insegnato poi al bambino a riconosce il problema attraverso il video. Il comportamento problema è decrementato. La procedura di rinforzo ha implicato somministrazione di oggetti preferiti per il comportamento del bambino di registrare su una scheda se aveva prodotto o meno l’hand flapping. Applicato inoltre un DRI per intervalli di tempo senza hand flapping. Il comportamento è stato posto sotto controllo.

Un modello di assessment basato sugli antecedenti per bambini con severi problemi di nutrizione – Sarah Leadley (University of Auckland) et al.
I bambini d’interesse per lo studio erano affetti da severi problemi di selettività alimentare, tanto da potere essere mantenuti in vita solo attraverso nutrizione assistita con gastrostomia (P.E.G.) o con sondino nasogastrico.
Lo studio ha implicato analisi di diversi strumenti usati per l’alimentazione (cucchiaio, forchette, cannuccia, tazza, etc.), textures di cibi, colore di cibi, odori, etc. Il bambino è stato esposto a escape extinction in diverse condizioni sperimentali che comprendevano ognuna delle variabili elencate. Lo studio mostra la possibilità di eliminare completamente la nutrizione assistita incrementando la nutrizione orale da 0% al 100% passando per fasi intermedie.

Riduzione della schedule seguente a training di comunicazione funzionale: una comparazione fra schedules multiple e concatenate – Nadratu Nuhu (Auburn University) et al.
Aggressioni fisiche, spingere gli altri, distruggere l’ambiente, mordersi. Tali comportamenti possono essere ridotti da training di comunicazione funzionale (FCT). Tuttavia applicare tale training con schedule FR1 (rinforzo continuo) e ad esso limitarsi, non è sufficiente. I genitori o gli insegnanti possono essere troppo impegnati e non disponibili a fornire immediatamente il rinforzo. Pertanto è fondamentale ridurre gradualmente la schedule di rinforzo. Lo studio evidenzia l’uso di procedure basate su schedule multiple e schedule concatenate. Sia le schedules multiple che le schedules concatenate mostrano effetto significativo nel ridurre i comportamenti problema e nel mantenerli a basso livello.

L’effetto del rinforzo ritardato su comportamenti alternativi al furto di cibo (PICA) – Kelly Alexandra Benhart (New England Center for Children) et al.
Per furto di cibo si intende nello studio sia l’appropriamento di cibo vero e proprio dai piatti degli altri, sia raccogliere cibo da terra (es: patatine sporche dal pavimento), sia raccogliere e mettere in bocca oggetti non commestibili, come sigarette raccolte dal marciapiede (PICA).
Svolto un preference assessment sulla base Fisher et al. per individuare rinforzatori efficaci; svolto competing item assessment sulla base di Piazza et al. per individuare attività che competono con PICA. Misurati i tempi di latenza per il comportamento di afferrare il cibo non consentito quando il bambino era esposto ad esso. I risultati mostrano che il DRA è effettivamente in grado di ridurre a zero il comportamento problema, favorendo invece l’emissione del comportamento alternativo. Il furto del cibo è risultato essere mantenuto da rinforzo automatico. Lo studio dimostra che il blocco della risposta non è necessario per ottenere la riduzione del problema.
Al termine, il cibo da rubare è disponibile, ma il bambino non lo raccoglie perchè ha a disposizione del cibo migliore ed adeguato da consumare.

Dinamica a lungo termine dei comportamenti problema mantenuti da fuga e da rinforzo automatico esposti a trattamento farmacologico con antipsicotici: un’analisi quasi-sperimentale – Alison Cox (University of Manitoba) et al.
Dal 16% al 50% degli individui con disabilità intellettiva mostra comportamenti problema, spesso  trattati con interventi farmacologici, oltre che comportamentali. I processi fisiologici possono agire come operazioni motivazionali per il comportamento problema (es: deprivazione di sonno, dolore, deprivazione di cibo, effetti di farmaci). Attualmente esistono solo 37 studi che valutano funzionalmente gli effetti dei farmaci nel ridurre i comportamenti problema. Ancora meno studi includono un reversal per l’effetto dell’effetto del farmaco (interrompere la somministrazione e monitorare le modifiche del comportamento). Scopo dello studio è valutare l’effetto comportamentale degli psicofarmaci somministrati, soprattutto per quanto concerne comportamenti la cui funzione è strettamente connessa a variabili fisiologiche, e osservare se il farmaco è in grado di provocare un cambiamento di funzione del comportamento tale da rendere più praticabile un intervento comportamentale (esempio: passaggio di funzione da autostimolazione a funzione di fuga). I farmaci studiati sono antipsicotici o altri farmaci psicotropi. Il disegno è quasi sperimentale in quanto la somministrazione del farmaco era sotto il controllo dello psichiatra di riferimento, e non dell’analista del comportamento. Effettuato reversal design e analogue parametric design. I risultati del trattamento farmacologico risultano per lo più inconsistenti nel cambiare la funzione dl comportamento.

Discussant: Brian A. Iwata, University of Florida
I comportamenti di rifiuto del cibo possono essere mantenuti anche da attenzione e rinforzo sociale in generale. L’approccio migliore per escludere tali possibilità è quindi fornire il cibo e non avere reazione se il bambino protesta. Nella maggior parte dei casi tuttavia il rifiuto del cibo è mantenuto da fuga dallo stimolo. In altre circostanze, il bambino può mangiare se lasciato solo o se il cibo è somministrato da persone diverse: in tali casi è possibile che egli abbia fatto esperienza del cibo in presenza di stimoli avversivi, che una volta rimossi eliminano il problema della nutrizione.

Response competition e Responde interruption and redirection (RIRD) nel trattamento delle stereotipie vocali – Lesley A. Macpherson (Endicott College) et al.
Stereotipia definita come comportamento ripetitivo vocale o motorio che non ha un’apparente funzione. I risultati dello studio indicano che sia il trattamento con competing stimulus sia la RIRD possono ridurre il comportamento problema, anche se il loro effetto può variare a seconda del bambino.

Valutazione e trattamento dei comportamenti ripetitivi: alternative al blocco della risposta – Angela Gioioso (Bancroft) et al.
Lo studio analizza il caso di un utente che manifesta stereotipie nella forma seguente: aprire l’armadio, prendere alcuni vestiti, metterli sul letto, poi rimetterli nell’armadio e chiudere. Il comportamento problema non ha limiti di tempo: può andare avanti tutto il giorno. Il trattamento effettuato combina prompt verbale a utilizzare un’agenda visiva, prompt verbale a ingaggiare un oggetto preferito (palla da tennis da tirare), DRA + DRO con consegna della palla da tennis come rinforzatore, DRA+DRO con scelta se ottenere la palla da tennis o un altro oggetto preferito. Lo studio dimostra che un pacchetto di trattamento composto da prompt a completare un agenda visiva, uso del DRA, uso del DRO con scelta di attività preferite da fare in seguito, può ridurre a 0 il comportamento problema ripetitivo e innalzare comportamenti di esecuzione di attività adeguate.

Comportamenti problema retti da rinforzo automatico: trend attuali negli interventi e relativi aggiustamenti

Misurare la complessità del trattamento di comportamenti problema usando il treatment intensity rating form – Jennifer Zarcone (Kennedy Krieger Institute) et al.
Lo studio prende in esame il Treatment intensity Rating Form (TIRF). 10 items divisi in 3 subscale: intervento farmacologico, comportamentale e uso di equipaggiamento protettivo. Ogni item implica rating su scala U (dato non conosciuto) a 5, compreso il punteggio 0. L’obiettivo dello studio è validare lo strumento TIRF. Dallo studio emerge che i soggetti con comportamenti autolesivi retti da rinforzo automatico richiedono pacchetti di trattamento di complessità maggiore, che quindi hanno costi maggiori per la gestione del gruppo di lavoro coinvolto.

Identificare rinforzatori da usare nel trattamento di comportamenti retti da rinforzo automatico – Katherine Rousseau (The New England Center for Children) et al.
I comportamenti problema retti da rinforzo automatico sono ovviamente fra i più difficili da trattare. Interventi comunemente usati sono NCR e DRO. Fondamentale è quindi individuare i rinforzatori da utilizzare con preference assessment sul modello di Fisher et al. 1992. Altro intervento usato è il competing item. I competing items vengono identificati secondo il modello di Piazza et al 1996. Lo studio indica che l’uso della procedura per identificare il competing stimulus è più efficace della procedura del preference assessment per l’identificazione di items da usare per NCR e DRO. Tuttavia ci sono soggetti in cui DRO ed NCR non sono efficaci. Nell’esempio dello studio, è stato applicato il DRA, che ha mostrato efficacia anche se non al 100%. NCR con competing stimulus si dimostra più efficace del DRO e del NCR con preferred items trovati con paired choices preference assessment.

Una valutazione di un assessment per i punitori per il trattamento di comportamenti problema retti da rinforzo automatico – Amanda Verriden (New England Center for Children) et al.
Tipicamente i comportamenti retti da rinforzo automatico sono difficili da trattare in quanto il rinforzatore non è manipolabile. Pertanto è frequente il ricorso a punitori, quando metodi basati su DRA, DRO ed NCR hanno fallito.
Fisher et al., 1994, indicano metodologia per un assessment dei punitori. Scopo dello studio è individuare punitori da inserire in trattamenti in cui compare anche rinforzo positivo. Un pacchetto di trattamento composto da NCR + DRA + punizione positiva ha mostrato successo nel ridurre i comportamenti problema a livello vicino allo 0.
DRA ed NCR da soli sono risultati inefficaci nel ridurre i CP mantenuti da rinforzo automatico. L’ingaggio con items appropriati è infatti incrementato durante l’uso della punizione. I punitori che non hanno implicato risposte emozionali si sono comunque dimostrati efficaci nel decrementare il comportamento. Pertanto, lo studio conclude che la punizione debba essere inclusa negli interventi  basati su rinforzo positivo e che la procedura di assessment dei punitori utilizzata è stata funzionale.

Masturbazione in pubblico e in privato: una valutazione delle procedure di redirezione – Catia Cividini-Motta (The New England Center for Children) et al.
I ragazzi con autismo emettono comportamenti sessuali appropriati all’età fra cui la masturbazione, tuttavia spesso li emettono in luoghi e in modi non appropriati. Per questo sono ad alto rischio di abusi sessuali. Come per la maggior parte dei comportamenti retti da rinforzo automatico, si può ipotizzare un uso efficace della RIRD. Nello studio, usate magliette colorate per segnalare le diverse condizioni sperimentali. Lo studio dimostra che la masturbazione effettuata in pubblico può essere ridotta efficacemente con l’uso di RIRD. Entrambe le procedure di punizione utilizzare hanno avuto successo.

Discussant: William Ahearn – The New England Center for Children
Come metodo per ridurre i comportamenti problema retti da rinforzo automatico, il DRO ha fallito. Niente di sorprendente: nel DRO la contingenza non è chiara. La vera domanda è: ci sono ragioni  reali per evitare l’aversive control (controllo del comportamento basato su stimoli avversativi)? La risposta è sì, ma solo perchè tali procedure sono socialmente inaccettabili. In realtà, tutti gli effetti collaterali elencati da Cooper, Heron and Heward, non vengono riportati nella letteratura di prima mano (ovvero: non ci sono studi singoli che riportino tali effetti collaterali). E’ necessaria una riflessione da parte degli analisti del comportamento a proposito dell’utilizzo dell’aversive control,  soprattutto quando si pongono condizioni di reale necessità che ne giustifichino l’uso.

Affrontare la complessità: insegnare il comportamento governato da regole e il problem solving a bambini con autismo

Insegnare abilità di problem solving a bambini con autismo – Jonathan J. Tarbox (FirstSteps for Kids) et al.
Da una prospettiva comportamentale, il problem solving è la capacità di emettere un comportamento o una catena di comportamenti per ottenere un rinforzatore noto. L’individuo non può raggiungere il rinforzatore fino a quando non emette una catena comportamentale appropriata.
L’intervento è effettuato attraverso il multiple exemplar training con una varietà di problemi irrisolti presentati durante l’intervento. Nello studio, ai bambini coinvolti viene insegnato a creare una catena comportamentale autocorrengente in cui, se il problema è risolto, il comportamento può procedere verso altri rinforzatori; se il problema non è risolto si ritorna allo step iniziale e si riformulano alternative. Il tutto passa attraverso l’identificazione Tact del problema e l’emissione di autoistruzioni. Il video finale mostra chiaramente come il bambino abbia appreso a risolvere problemi novelli, mai visti prima.

Insegnare a bambini con autismo a seguire le regole specificando il comportamento e la conseguenza – Sarah Wymer (Marcus Autism Center and Georgia State University) et al.
Ci sono pochissime ricerche su come insegnare il rules governed behavior (comportamento governato da regole). Nello studio sono presentate una serie di regole in coppia: una per ottenere qualcosa di gradevole e una per ottenere qualcosa di non gradevole. Il bambino che ha partecipato allo studio ha infine appreso a seguire regole mai ascoltate prima, quando esse descrivevano contingenze favorevoli (regole per ottenere conseguenze gradevoli).

Derivare regole dal contesto: un approccio RFT all’insegnamento del problem-solving a bambini con autismo – Brittany Monclus (Center for Autism and Related Disorder) et al.
Uno dei problemi dei bambini con autismo è la difficoltà (spesso un’impossibilità) a derivare regole dal contesto e a seguirle, con il risultato che spesso tali soggetti possono apparire socialmente inappropriati. Il problema implica il self-control: rinunciare a un piccolo rinforzatore a breve termine, per averne uno più grande a lungo termine. L’abilità comporta anche il self-talk (abilità di descrivere ciò che si sta facendo mentre lo si sta facendo e di darsi istruzioni). Nello studio, una delle sfide più grandi ha riguardato insegnare ai bambini ad argomentare, ovvero a parlare a se stessi producendo soluzioni.

Il futuro dell’analisi del comportamento – Martha Hübner (University of Sao Paulo, presidente ABAI)
L’evento ha implicato la consegna di riconoscimenti ufficiali a ricercatori e membri del consiglio direttivo ABAI. Il presidente in carica Marta Hübner ha inoltre introdotto il nuovo presidente eletto: il Dr. M. Jackson Marr, Georgia Tech, ricercatore e docente che rappresenta il passato, il presente e il futuro dell’ABAI e dell’intera analisi comportamentale.