ABAI Convention in Chicago – Giorno 4

ABAI Convention in Chicago – Giorno 4

ABAI 2016 Convention in Chicago – Giorno 4, 30-5-2016

Nuova full-immersion all’ABAI Convention di Chicago: l’affluenza di analisti del comportamento da tutto il mondo è tanta che alcune sessioni sono risultate impossibili da frequentare in quanto le sale erano colme oltre i limiti di sicurezza.

Mentre il sottoscritto vive con meravigliosa intensità la frustrazione per l’impossibilità di frequentare le molte sessioni irrinunciabili e, naturalmente, contemporanee, ringrazia il Dr. Robert Ross per averlo invitato alla riunione serale riservata ai membri di Beacon ABA services. In tale sede, posso riportare con orgoglio di avere stretto la mano a Julie Vergas, presidente della B. F. Skinner Foundation e figlia di B. F. Skinner, padre dell’analisi comportamentale. La dott.ssa Vergas, dopo avermi fatto presente le pessime traduzioni dei testi di Skinner che sono state pubblicate in Italia, mi ha proposto, dietro raccomandazione del mio supervisore Ross, di eseguire io stesso una traduzione: un grande onore che non ho avuto l’ardire di accettare.

Passiamo quindi agli studi di oggi!

Michael Nicolosi, psicologo, BCBA, RIAC

Ricerca e pratica: progressi procedurali nell’assessment dei comportamenti problema

Analizzare sistematicamente le transizioni all’interno dell’analisi funzionale – Sarah Conklin et al (Family ABA)
L’analisi funzionale è un processo per identificare le variabili responsabili del comportamento umano. Solitamente vengono studiate 4 condizioni: accesso ad attenzioni, accesso a oggetti, fuga, e condizione alone (autostimolazioni). Tuttavia ci sono dati che indicano che anche le transizioni possono avere funzione di controllo del comportamento.

Usare schedules di rinforzo concorrenti per eliminare comportamenti problema mantenuti da fuga e incrementare la collaborazione – Kathryn White et al. (Behavior Services of Rockies)
Lo studio si basa sul training di comunicazione funzionale (FCT), e dimostra che i comportamenti problema con funzione di fuga dal compito (Es: dire parole senza senso durante l’intervento), possono essere estremamente ridotti e poi eliminati utilizzando tale procedura. Contemporaneamente, si registra un incremento della collaborazione.

Traduzione, affidabilità e validità dell’IFA (analisi funzionale indiretta) Giapponese – Sarah Kegawa (Seek Education)
La presentazione passa in rassega i vantaggi e gli svantaggi dell’assessment funzionale diretto ed indiretto dei comportamenti problema. L’alta incidenza dei disturbi di spettro autistico richiede modalità di valutazione dei comportamenti problema rapide ed efficaci. A tal fine può essere estremamente utile e pratico usare misure indirette del comportamento quali i test che prevedono domande ai genitori, piuttosto che valutazione diretta del comportamento: nella maggioranza dei casi tali strumenti hanno buona validità e grado di accordo con le misure dirette, con il vantaggio di essere molto rapidi nella somministrazione. Viene infine mostrato il processo di validazione dello strumento IFA in giappone.

Comparazione del Natural Environment Training “puro” e del Natural Environment Training mischiato con il Discrete trial teaching – Courtney Tarbox Lanagan (First step for kids)
NON E’ STATO POSSIBILE FREQUENTARLO IN QUANTO LA SALA ERA TROPPO PIENA!

Insegnare a bambini con autismo a identificare e spiegare informazioni conosciute e sconosciute a sè e agli altri – Megan Mischelle St. Clair (institute for effective behavioral intervention)
NON E’ STATO POSSIBILE FREQUENTARLO IN QUANTO LA SALA ERA TROPPO PIENA!

Considerazioni etiche ed esplorazione delle alternative al prompting forzato – Megan Miller (Navigation Behavioral Consulting)
NON E’ STATO POSSIBILE FREQUENTARLO IN QUANTO LA SALA ERA TROPPO PIENA!

Sviluppare la collaborazione del bambino attraverso i 7 passi per l’acquisizione dell’instructional control – Robert Schramm (Knospe-ABA)
NON E’ STATO POSSIBILE FREQUENTARLO IN QUANTO LA SALA ERA TROPPO PIENA!

Corrispondenza fra i risultati del preference assessment e il valore rinforzante degli stessi stimoli nei training per le interazioni sociali – Abby Hodges (Baylor University) et al.
Lo studio valuta il rapporto fra stimoli individuati con il paired choices preference assessment e l’effettivo potere rinforzante di tali stimoli (potere nell’incrementare la frequenza del comportamento per i quali vengono somministrati). Lo studio conferma elevata concordanza tra gli stimoli altamente preferiti e relativo potere rinforzante.

Valutazione del preference assessment con opportunità di scelta effettuato prima della sessione e durante la sessione – Heather Gonzales (The University of Texas at Austin) et al.
Lo studio è volto a individuare se proporre ripetute possibilità di scelta dell’oggetto preferito incrementa la collaborazione e la performance durante un training DTT. I risultati indicano che non ci sono differenze: moltiplicare le occasioni di scelta non influenza la performance né la collaborazione del bambino.

Recenti progressi a proposito dei comportamenti autolesionistici mantenuti da rinforzo automatico

Trattamento dei comportamenti autolesionistici autorinforzati: una prospettiva di 30 anni – Griffin Rooker (Kennedy Krieger Institute)
Le review sull’argomento sono limitate e tendono a includere altri comportamenti problematici oltre quelli autolesionistici e autorinforzati. Il presente studio analizza 45 studi precedentemente pubblicati, nei quali vengono trattati 63 diversi individui con 110 trattamenti diversi. 100 di questi contengono una componente di rinforzo insieme a blocco della risposta, punizione, indossare equipaggiamento protettivo, contenimento fisico, interventi sugli antecedenti. I trattamenti di rinforzo non contingente hanno efficacia in circa l’80% dei casi. Di questi, i più efficaci sono quelli con stimolo che compete (competing stimulus).

Sottotipi di comportamenti autolesivi mantenuti da rinforzo automatico: una replicazione – Louis P. Hagopian (Kennedy Krieger Institute)
Gli studi disponibili evidenziano 3 sottotipi di comportamenti autolesivi retti da rinforzo automatico. La classificazione è stata svolta in base al pattern tipico di risposta all’assessment funzionale. I sottotipi 2 e 3 sono altamente resistenti al trattamento. Il sottotipo 1 è trattabile con procedure di rinforzo. Si suggeriscono trattamenti dai meno restrittivi a più restrittivi: dal rinforzo positivo solamente, alla sua applicazione in programmi multicomponenziali che prevedano punizione positiva. Trattamenti efficaci riducono il comportamento autolesivo dall’80% al 100%. Tuttavia, i risultati sono variabili per sottotipi 2 e 3, con presenza di casi privi di risultati.
Una nuova ricerca, in fase di elaborazione, indaga le variabili biologiche (mutazioni genetiche, livelli di proteine, etc), che possano spiegare la resistenza al trattamento dei sottotipi 2 e 3. Sono in fase di studio inoltre processi per identificare marker comportamentali che possano indicare chiaramente, durante la valutazione, se è prevista elevata resistenza al trattamento oppure no. Dei casi identificati come non-responders, solo il 12% potrebbe avere remissione totale del problema. Al contrario, gli individui classificati come responders hanno l’86% di probabililità di rimettere il problema.
Durante il trattamento clinico, importante identificare non solo il comportamento e la sua funzione, ma il sottotipo relativo.

Session discussant: Brian A. Iwata (University of Florida)
Il problema più grande con il rinforzo automatico ovviamente è che non possiamo vedere né sentire lo stimolo prodotto dal comportamento e in grado di mantenerlo nel tempo. La somministrazione del rinforzo non è manipolabile, non è possibile controllare il rinforzatore. Questo rende tutti i comportamenti problema retti da rinforzo automatico particolarmente difficili da trattare. Anche con un competing stimulus con trattamento di rinforzo non contingente, siamo costretti a mantenere il contatto con lo stimolo che compete per lunghi periodi, e una volta eliminato il competing stimulus il comportamento può riemergere. Il problema con interventi quali DRO e arricchimento ambientale è che una volta allungati a sufficienza gli interventi per la somminsitrazione del rinforzo o una avvenuta saziazione, il valore del rinforzo automatico riemerge e il comportamento problema viene nuovamente prodotto. L’alternativa è interferire con l’effetto del rinforzo per creare una sensory extinction, oppure rendere il comportamento più costoso (response efforts intervertion).
Sottotipo 2: è possibile che tali soggetti che non abbiano sviluppato repertorio di capacità di gioco e ingaggio sociale e con l’ambiente sufficiente; è parimenti possibile che per altre ragioni, non identificate, il rinforzo automatico prodotto sia troppo potente per entrare in competizione con altri rinforzatori.

 

Attenzione, fuga e tangibile: Analisi critica dei comportamenti problema e delle variabili che li controllano

Analisi funzionale e trattamento delle aggressioni mantenute da accesso a gioco fisico – Elizabeth Dayton (Melmark) et al.
Lo studio esplora la possibilità che il comportamento aggressivo sia mantenuto dal contenimento fisico che lo segue, il quale viene applicato dai genitori e dagli insegnanti per limitare i danni prodotti. Stabilia la funzione rinforzante del contenimento fisico attraverso l’analisi funzionale, il comportamento è stato trattato con training di comunicazione funzionale. Il training è stato condotto utilizzando la struttura autoclitica “Voglio giocare a___” appaiata al nome di versi giochi. Il bambino ha mostrato generalizzazione al nome di nuovi giochi.

Comportamenti aggressivi innescati da rumore – Samantha Russo (Melmark)
Lo studio ha implicato l’uso dell’analisi funzionale per verificare che i comportamenti aggressivi fossero emessi contingentemente alla presenza di alcuni suoni. Il trattamento ha comportato un DRI: l’utente ha appreso a mettere cuffie protettive anzichè aggredire fisicamente gli altri. In seguito, incrementata tolleranza ai suoni fino a completa tolleranza del suono sgradito senza l’uso di cuffie.

 

Valutare le componenti e le variabili associate con il trattamento dei comportamenti problema mantenuti da rinforzo negativo

Valutazione della respirazione diaframmatica nel decrementare le aggressioni mantenute da fuga – Lauren Phillips (University of Houston Crear Lake)
Dopo avere prodotto relativo training sistematico, lo sperimentatore chiede al bambino di respirare con il diaframma. In caso di non collaborazione, modella il respiro. In caso di seconda non collaborazione, esegue una serie di istruzioni con prompt fisico. La procedura di respiro profondo ha mostrato significativi risultati per un utente su 3. Il respiro profondo ha chiaramente mostrato di potere interrompere l’escalation del comportamento problema e di agire come un DRA nei confronti del comportamento problema senza necessità di applicazione di procedura di estinzione.

Valutazione della durata degli intervalli fra le sessioni nel trattamento dei comportamenti problema durante esame dal dentista. Julia Szalwinski (New England Center for Children) et al.
L’utilizzo di videomodeling congiunto a protocollo di desensibilizzazione mostra successo maggiore nel produrre tolleranza all’esame del dentista, in confronto al solo intervento di desensibilzzaizone. Prima del training, l’esame è stato sottoposto a task analysis: ognuno dei componenti ha implicato training. Ma le pause fra una sessione di training e la seguente hanno incidenza? Lo studio condotto ha implicato sessioni giornaliere versus sessioni dilazionate, indicando l’importanza di condurre sessioni il più ravvicinate possibili, eventualmente incrementando gradatamente i tempi fra una sessione e la successiva.

Usare una schedule multipla per i comportamenti problema mantenuti da evitamento dell’interruzione del gioco – Sarah J. Miller (Marcus Autism Center, Emory University School of Medicine) et al.
Lo studio dimostra inizialmente, attraverso l’analisi funzionale, che i comportamenti problema aggressivi analizzati hanno funzione di fuga dagli stimoli che interrompono un’attività preferita. Il comportamento è stato trattato con successo attraverso il DRO+costo della risposta.
Si segnala che il comportamento potrebbe essere resistente al trattamento.

Usare schedules di rinforzo multiple durante il training di comunicazione funzionale per promuovere rapido transfer degli effetti del trattamento – Ashely Fuhrman (University of Nebraska Medical Center) et al.
Lo studio ha implicato l’uso di schedules di rinforzo multiple segnalate visivamente: le due schedules, e il relativo segnale visivo, implicavano alternanza fra sessioni di rinforzo disponibile e sessioni di rinforzo non disponibile a seguito di comunicazione funzionale da parte del bambino. Il fine era facilitare la vita quotidiana dei genitori dei bambini trattati e nel contempo valutare la portata della procedura nel trasferire la comunicazione funzionale da un setting all’altro e da un adulto all’altro. I risultati indicano che quando le schedules multiple vengono inserite, la risposta di comunicazione funzionale passa sotto stimulus control molto rapidamente e il comportamento problema si stabilizza a livelli prossimi allo zero.

Il ruolo dell’assessment delle preferenze in vari contesti di trattamento – William Ahearn (New England Center for Children)
Lo studio tratta i comportamenti problema durante le transizioni. Molti professionisti prescrivono agende visive e altri strumenti che indicano prevedibilità come soluzioni per i comportamenti problema. Purtroppo questo non è sempre sempre efficace: la prevedibilità può segnalare in modo sicuro che stanno per avvenire cose non piacevoli. Inoltre, è possibile che le transizioni siano una explanatory fiction: lo studio evidenzia che il problema potrebbe semplicemente essere l’evitamento di un’attività o di uno stimolo non piacevole successivo.

Comparare l’effetto del prompt con tact versus prompt con ecoico per stabilizzare una risposta intraverbale in un bambino con disturbo di spettro autistico pre-scolare – Chih-liang Chen, University of Taipei
Monitorata la percentuale di correttezza della risposta intraverbale quando usato un prompt con tact (una figura da nominare) e un prompt ecoico (una parola da ripetere). Non si evidenziano differenze nella performance tra una metodologia e l’altra, pertanto entrambi i metodi risultano efficaci.

Analisi funzionale e trattamento della perseverazione – Kara A. Lacroix (The Autism Community Therapists) et al.
All’analisi funzionale svolta, il linguaggio perseverativo appare retto da più funzioni. Il permanere e l’incrementare del comportamento in condizioni prolungate alone e attenzione sociale (nella forma di approvazione) indica potenziali rinforzatori sociali e automatici. Il trattamento è consistito nella somministrazione sistematica di disapprovazione sociale (es: non stiamo parlando di questo ora) e nella somministrazione di approvazione contingente all’emissione di linguaggio perseverativo. L’intervento mostra una riduzione del comportamento problema di circa 50% nella condizione di disapprovazione sociale.

Incrementare la flessibilità nel gioco: insegnare la variazione dell’attività, del luogo, del partner di gioco, usando una agenda visiva – Ashley Douglas, Robert Ross et al. (Beacon ABA services)
Lo studio dimostra che con l’uso della guida graduata e del videomodeling è possibile insegnare a compire routines in modo flessibile a un bambino con autismo che mostra rigidità. Il comportamento rigido è inteso come “manifestazione di comportamenti problema quando una o più variabili della routine vengono modificate” (pianto). In disegno di ricerca multiple baseline, gli autori dimostrano che la percentuale di correttezza nell’esecuzione del compito con variabili modificate può aumentare fino al 100% se il training è condotto in ognuna delle condizioni bersaglio.